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                                          Progetto Pandora (P2)

Il contesto

Questo brano è tratto da Le opere e i giorni (Ἔργα καὶ ἡμέραι) di Esiodo, versi 77-105. L'opera è composta complessivamente da poco più di 800 versi, riuniti in un solo libro, e contiene varie considerazioni sulla vita in generale, assieme alla descrizione di vari lavori dei campi e del loro momento opportuno; il tutto inserito in un discorso che Esiodo rivolge al fratello Perse, che gli aveva intentato una causa per impadronirsi dell'intera eredità, divisa dal padre tra i due figli.
Il mito di Pandora è collegato appunto all'ammonimento fondamentale del poeta al fratello: invece di cercare ricchezze tramite un'azione giudiziaria ingiusta e affidata a giudici corrotti, Perse dovrebbe dedicarsi al lavoro e tener presente il valore della sobrietà, che insegna che spesso “la metà vale più dell'intero” (πλέον ἥμισυ παντὸς – v. 40). Questo valore è stato però il primo e più prezioso possesso che gli dèi hanno tolto agli uomini, a causa di una serie di ripicche nel quale è stato coinvolto Prometeo, nella sua qualità di paladino degli uomini: egli ha restituito loro il fuoco, sottratto da Zeus, ma quest'ultimo sta per punirli con un dono – Pandora – quanto mai funesto, che porterà con sé tutti i mali di cui è costellata l'esperienza umana.
Anche se non esplicitamente annoverata tra i mali portati da Pandora, la mancanza di sobrietà è quindi uno dei mali giunti tra gli uomini insieme alla prima donna. Questo concetto ha un'interessante assonanza con alcune riflessioni proposte dal presidente dell'Uruguay José “Pepe” Mujica (eletto nel 2009, la sua carica scadrà quest'anno), abbastanza noto per il suo modesto tenore di vita, in stridente contrasto con l'importanza della sua carica.

«Io consumo il necessario ma non accetto lo spreco. Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito a guadagnarli. E il tempo della vita è un bene nei confronti del quale bisogna essere avari. Bisogna conservarlo per le cose che ci piacciono e ci motivano. Questo tempo per se stessi io lo chiamo libertà. E se vuoi essere libero devi essere sobrio nei consumi. L'alternativa è farti schiavizzare dal lavoro per permetterti consumi cospicui, che però ti tolgono il tempo per vivere».
(Intervista con Riccardo Staglianò, il Venerdì di Repubblica, 8 novembre 2013)

Lo stesso presidente è sembrato addirittura alludere ad un vaso di Pandora (non venuto dagli dèi, ma prodotto dagli uomini stessi) quando, parlando della globalizzazione e delle leggi di mercato, ha detto: “Stiamo governando la globalizzazione o la globalizzazione ci governa? […] L'uomo non governa oggi le forze che ha sprigionato, ma queste forze governano l'uomo e la vita” (Discorso al summit ONU “Rio+20” tenutosi a Rio de Janeiro nel 2012).

Esiodo è vissuto in Beozia nel VII secolo a.C. Oltre a Le opere e i giorni, di lui ci è pervenuto un altro poema, la Teogonia, nel quale espone e sistematizza le credenze dei Greci sull'origine del mondo e sulle vicende degli dèi. Si tratta delle prime opere del genere letterario didascalico, che ha per contenuto appunto nozioni, concetti, insegnamenti che il poeta vuole trasmettere ai suoi lettori. Esiodo però si ispira, per lingua e stile, all'Iliade di Omero, di cui adotta il dialetto ionico e numerose espressioni formulari. Anche le opere di Esiodo si inseriscono perciò nel genere epico, e questo può sorprendere, vista la notevole differenza del loro contenuto rispetto agli scontri e alle avventure degli eroi narrate nei poemi omerici. Anche in questi ultimi, però, vi sono parti che si distaccano dal tema eroico. Quando rappresenta Achille che, rivolgendosi a Priamo, parla dei due vasi da cui Zeus trae i mali e i beni che assegna alla vita di ogni uomo (i mali di sicuro, i beni eventualmente – Iliade XXIV, 527-551), l'Iliade sconfina nel campo filosofico, esprimendo un'interpretazione mitica della situazione di ogni uomo: è quanto fa anche Esiodo, con il mito di Pandora, a proposito del destino dell'umanità intera.

(testo redatto nel febbraio 2014)

2014 V B Liceo Classico Aosta