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                                          Progetto Pandora (P2)

La metrica: una scoperta

Il poema di Esiodo da cui è tratto questo brano, Le opere e i giorni, è di genere epico, quello che ha come base i poemi omerici, ovviamente scritti in poesia.
Il verso tipico del genere epico è l'esametro, formato da sei unità metriche chiamate metri.
Nell'esametro i metri coincidono con i piedi, chiamati così poiché, per dare il ritmo al poema, si batteva il piede.
I piedi usati nell'esametro sono:
1. Il dattilo (formato da una sillaba lunga e due brevi)
2. Lo spondeo (formato da due sillabe lunghe)
Ogni piede ha una parte accentata chiamata arsi e una atona chiamata tesi, perciò in ogni esametro devono esserci obbligatoriamente sei parti accentate, cioè sei piedi con le rispettive arsi.
Inoltre, l'esametro presenta le seguenti particolarità:
1. Il quinto metro è molto spesso occupato da un dattilo (esametro dattilico)
2. I pochi esametri in cui nel quinto metro è presente uno spondeo sono chiamati spondaici.
3. Il sesto metro è occupato da un dattilo catalettico, nel quale cade l'ultima sillaba: l'ultima sillaba dell'esametro dovrebbe quindi coincidere con la seconda del dattilo, e quindi essere breve, ma spesso succede il contrario
La lunghezza delle sillabe non è caratterizzata solo dalla natura della vocale, ma anche dalla sua posizione:
1. Una vocale seguita da due consonanti è lunga (anche se per natura sarebbe breve)
2. Una vocale seguita da un'altra vocale è breve (anche se per natura sarebbe lunga)
L'esametro presenta anche una cesura, cioè una breve pausa, che si situa dopo l'arsi del terzo metro oppure dopo quelle del secondo e del quarto

Esempio:


Πρίν μὲν γρ ζώε | σκον ἐπ χθονί φλ᾽ ἀνθρώπων

Le lettere in rosso sono quelle in cui cade l'accento metrico, mentre la stanghetta indica la cesura, cioè la pausa che bisogna fare con la voce.

Questi poemi venivano recitati e molto spesso accompagnati dalla lira, perciò la lettura metrica era un ottimo metodo per memorizzare le lunghe opere, quasi come se fossero canzoni.
Infatti si ipotizza che l'accento dei Greci fosse molto diverso da quello che utilizziamo oggi : si trattava probabilmente dell'accento musicale, diverso perciò dal nostro accento, quello tonico.

Questo tipo di accento rendeva la lettura molto più fluida, facendola rassomigliare a una cantilena.

Πρίν μὲν γρ ζώε | σκον ἐπ χθονί φλ᾽ ἀνθρώπων

 


2014 V B Liceo Classico Aosta